martedì, gennaio 31, 2006

Internet marketing: previsioni per il 2006

Internet marketingPer farvi un'idea degli sviluppi dell' internet marketing leggete l'articolo di seguito riportato.

A strong merger and acquisition market for internet marketing firms has been forecast for 2006 according to investment bank AdMedia Partners, whose 12th annual "Merger and Acquisition Prospects for Marketing Services and Internet Marketing Firms" survey (pdf) found that M&A for "experiential marketing" companies, including buzz, viral, guerilla and event marketing firms, as well as database marketing and customer relationship management (CRM) firms, will also be strong. For the first time in five years, a majority (52 percent) now believes that the M&A climate is also favorable to sellers, not only buyers.

The valuation multiples that survey respondents anticipate for marketing services firms increased to 6-7 times pretax profit, up from 5-7 times according to last year's survey. The most notable increase was for internet marketing firms, with anticipated multiples 6-10 times pretax profit, up from 5-7 times last year.

Of those who identify themselves as prospective buyers, 54 percent expect to complete an acquisition during 2006, up slightly from 51 percent in 2005. However, fully 42 percent of those who identify as prospective sellers expect to sell all or part of their businesses in 2006, compared with 25 percent last year.

A majority of respondents (see pop-up chart) also foresee moderate to strong M&A activity in database marketing and CRM, marketing and strategic consulting, specialist advertising, direct marketing, media buying services, corporate identity, design, sales promotion and public relations. The only sector in which a majority (55 percent) of respondents expect deal-making activity to be weak is general advertising.

Some 69 percent of respondents said they are considering entering or expanding their presence in internet marketing this year, up from 64 percent in 2005. Nearly half (46 percent) hope to grow in experiential marketing, a sector which replaced event marketing in the survey this year. Only 28 percent of respondents said they were considering entering or expanding in event marketing in 2005.

Respondents to the AdMedia Partners survey consisted of advertising and marketing services: 52 percent are marketing services firms, 30 percent internet marketing firms, 26 percent ad agencies and 9 percent holding companies; 89 percent are private companies, and 11 percent are public companies.

[via Marketing Vox]

posted by Andrea Signori @ 31.1.06   1 comments

Sport e sponsor

Secondo un’indagine condotta da StageUp, il primo portale italiano specializzato in sport business, il 2006 sarà un annata d’oro per gli investimenti in sponsorizzazioni sportive, che cresceranno sensibilmente rispetto all’anno precedente, grazie anche alle Olimpiadi di Torino e ai Mondiali di calcio in Germania.

In previsione di questi eventi è previsto infatti un boom di investimenti, che in Italia toccheranno quota 1,1 miliardi di Euro, segnando un +4,1% sul 2005.

Ma per le Olimpiadi Invernali la strada è stata almeno in parte in salita. Il timore di una deludente copertura mediatica della manifestazione ha frenato molte aziende medio-grandi dal partecipare in maniera consistente alla sponsorizzazione degli eventi. Tra le tante assenze si contano anche numerose multinazionali piemontesi, Lavazza e Ferrero in testa, mentre ha approfittato della partita giocata in casa la Fiat. La campagna di marketing del Lingotto non riguarderà più, come in passato, solo la simpatica nazionale giamaicana di bob (presente comunque negli spot), ma molti marchi e “stelle” dei giochi, per un budget complessivo di 60 milioni di Euro.

[via ADV News24h]

posted by Andrea Signori @ 31.1.06   0 comments

lunedì, gennaio 30, 2006

MSN lancia ESP Billy per promuovere il nuovo Messenger

Per incoraggiare l'uso della nuova versione di Messenger, MSN ha lanciato un viral, creato da Fallon, chiamato ESP Billy: un microsito con video episodi di ESP Billy appunto, un white trash online psychic interpretato da Ricky Jay che comunica con i suoi clienti utilizzando MSN Messenger video chat. La core idea della campagna sta nel fatto che per visualizzare i 3 differenti video in questione bisogna scaricare il nuovo MSN Messenger.

posted by Andrea Signori @ 30.1.06   0 comments

Co-marketing Warner Music e Skype

Warner Music Group e Skype Technologies SA, la società di telefonia, dovrebbero annunciare un accordo di licenza per suonerie legate ai servizi di telefonia su Internet.
Lo scrive il Wall Street Journal, precisando che Skype, di proprietà di eBay, venderà le suonerie a 1,50 dollari ciascuna.
Il giornale aggiunge che il servizio partirà entro due mese, spiegando che che Skype promuoverà inizialmente Madonna come artista principale.


Via Reuters

posted by Andrea Signori @ 30.1.06   0 comments

New Volkswagen Caddy Advertising

Rlagroup un'agenzia pubblicitaria inglese il 18 gennaio ha mandato on-air la nuova pubblicità virale del veicolo commerciale Caddy della Volkswagen. La particolarità di questo veicolo sta nel fatto che rappresenta il primo veicolo commerciale con cambio automatico.

Secondo la pubblicità, grazie a questo veicolo si rischia di dimenticare l'uso del piede sinistro...con i rischi che ne conseguono.

Guardate il video dal link

posted by Andrea Signori @ 30.1.06   0 comments

venerdì, gennaio 27, 2006

Heineken advertising attraverso gli ecast jukeboxes

Heineken, per il lancio della sua campagna pubblicitaria negli USA in occasione della 48° edizione dei Grammy Awards che si svolgeranno l'8 Febbraio 2006, ha puntato, seguendo la Bibbia delle 4 P di Kotler, sicuramente sull'attuazione dell'azione di placement.

Essendo official beer sponsor dell'evento, ha lanciato, il 25 gennaio scorso su tutto il territorio americano, la campagna attraverso 4400 ecast jukeboxes sparsi nei maggiori bar degli USA.
Attraverso questi redivivi apparecchi, sarà possibile scegliere ed ascoltare le canzoni in concorso per i Grammy.

L'operazione è sicuramente mastodontica da un punto di vista organizzativo ma è perfetta in base al mezzo utilizzato, al prodotto "venduto" ed al canale distributivo adottato.

posted by Andrea Signori @ 27.1.06   1 comments

Food Force: videogioco umanitario delle Nazioni Unite

Si chiama Food Force il videogioco realizzato dal WFP, l'agenzia delle Nazioni Unite operante nel settore degli aiuti alimentari ai paesi poveri.

Nato da una cooperazione tra Rai-Net e il WFP, Food Force è destinato ai ragazzi dagli 8 ai 13 anni. Scopo del gioco è quello di concludere con successo alcune missioni: pilotare un aereo alla ricerca delle persone affamate, consegnare gli aiuti dopo aver superato una serie di ostacoli, aiutare la popolazione nella ricostruzione. A coronamento del gioco è stata anche creata una community online.

Il gioco può contare su immagini tridimensionali e vede protagonista una squadra di operatori umanitari che si trovano a fronteggiare uno stato di carestia dovuta alla guerra sull’isola immaginaria di Sheylan. Lo scopo del videogioco è quello di sensibilizzare i bambini sulla fame nel mondo, attraverso un gioco educativo, ma anche divertente.

Anche le voci sono d'eccezione, hanno infatti prestato il proprio contributo Maria Grazia Cucinotta, Livia Azzariti, Franco di Mare, Fabrizio Frizzi, Antonello Dose ed il giocatore Kakà.

[via ADV News 24h]

posted by Andrea Signori @ 27.1.06   0 comments

giovedì, gennaio 26, 2006

Internet Advertising: USA vs Europa

In Europa, così come negli USA, gli investimenti pubblicitari su Internet stanno crescendo a ritmi vertiginosi tanto che si pensa che entro il 2010 si avranno più campagne pianificate, e quindi più soldi spesi, sul Web che in tuttti gli altri mezzi di comunicazione tradizionali.
A differenza degli USA, che anche se frammentati in stati da un punto di vista amministrativo formano un unicuum per quanto riguarda la qualità della vita, l'Europa non è ancora il grande Paese al di quà dell'Oceano contrapposto alle Americhe.

L'Europa è un insieme di Stati assolutamente indipendenti gli uni dagli altri quindi con diversi percorsi di crescita, sia economica che culturale.
E' per questo che molte aziende americane che intendono investire in Europa sono soliti distinguere tra Western Europe e Eastern Europe; proprio per segnare un confine tra due mercati ricettivamente differenti.

Riguardo ciò, eMarketer ha pubblicato oggi un articolo riguardante i due modi diversi di intendere la pubblicità online degli americani e degli europei, e le differenze all'interno di questi ultimi.

The European Online Ad Picture Doesn't Mirror the US

When it comes to describing the European online advertising market, researchers really do seem to be talking in different languages.

As in the US, Internet advertising in Europe is growing rapidly as individuals both spend more of their media time with the Internet and as broadband growth makes the online environment more attractive both to marketers and those individuals.
Internet ad spending in the five largest nations in Western Europe — France, Germany, Italy, Spain, and the UK (the EU-5) — reached Euro1,863 million in 2005 (about $2.2 billion). That represented a sizeable 38.2% gain over 2004's spending.



"Comparing the European online advertising market to that in the US, you could say that Europe is about two years behind the US," says David Hallerman, eMarketer Senior Analyst and author of the new Europe Online Advertising: Spending Trends & the Target Audience report. "But then you have to ask the question, are we talking about all of Europe, just Western Europe or a specific nation?"
When viewing the European market, a major consideration is which European market.
As of 2006, there will be 154.1 million Internet users in the five largest Western European nations, with the largest group coming from Germany.

The greatest growth this year among users will occur in Spain, which has the fewest people going online among the EU-5.


As of this year, more than 50% of the total population goes online in only the UK and Germany. By next year, though, France and Italy will also pass that critical mass mark.
Beyond adoption rates, consumers in various European countries view products differently. As the Wall Street Journal recently wrote, "For many Germans, product excellence is the benchmark of success. The British typically demand more social responsibility from their firms. And in France, honest bookkeeping and financial strength raise a company's profile."
"Online marketers looking to target the European audience," says Mr. Hallerman, 'must remember that the content and elements of any campaign often have to be tailored for the local environment — not shaped in a pan-European one-size-fits-all manner."

posted by Andrea Signori @ 26.1.06   0 comments

mercoledì, gennaio 25, 2006

Le regole per essere un buon e-mail copywriter

L' e-mail advertising è un fenomeno relativamente recente; questa "gioventù" del mezzo comporta che molti "vecchi" copywriter non hanno dimestichezza con il diverso linguaggio che occorre per veicolare un messaggio pubblicitario via e-mail.
A questo scopo, via clickz riporto un vademecum delle tecniche da utilizzare per strutturare al meglio una campagna di e-mail advertising.

Funnel Your Creativity Into the Subject Line

You have about 45 characters in a subject line to work with. Make them count. If your readers are BlackBerry users, you only have 15 characters to grab them. Hopefully, your sender line clearly identifies your company and brand. That way, you don't have to repeat it in the subject line.
From there, write a list of mandatory subject-line items. For a Webinar, for example, you must include the Webcast's name and date. That will probably take up most of the characters, so get creative.
Brainstorm a number of subject line ideas. Then, put the first 45 characters in bold type to see what appears in a typical e-mail inbox. Next, put the first 15 characters in italics to see what BlackBerry users will see. Right away, it becomes clear how to front-load a subject line with the most vital and compelling information.


Know Your Template

Most clients have an existing e-mail template. Get it before you write so you can leverage it effectively. Note the information in the banner and menus so you don't have to bother repeating all that.
Also, look at the Web site to find what landing pages you can link to, again in the interest of not wasting valuable e-mail real estate with repetitious information.


Activate the Impulse to Buy

At I recent conference I attended, I learned two thirds of all purchase are impulse buys. In a recent "New York Times" article, I read many vacation homes are bought on impulse, sometimes without the prospective homeowner even viewing at the house's interior!
Forget about your business-to-business (B2B) product being a carefully considered purchase. Yes, it may have a lengthy decision-making process, but you can still get your reader to act immediately by taking the next step in that process now.
Imagine your reader is scanning your e-mail with radar. She's not looking to read a lot of persuasive copy. She's looking for a blinking red light that says, "Eureka, that's something I've got to have [or do] now." Highlight that special something at the top in the headline, first line of copy, or first photo, as well as in a hotbox, callout, or starburst, and you've won more than half the battle.
It's highly unlikely once a reader scrolls past your e-mail in her inbox that she'll revisit it later. Think "now" and "wow" to trigger an immediate response.


Divide and Conquer

Don't think of writing e-mail copy as filling in a blank page. It's more like piecing together a puzzle.
Think about the top three or four messages you need to communicate. Place them all at the top of the e-mail screen. It's easy to telegraph a lot of information upfront if you use your full arsenal of e-mail elements -- banners, white space above the banner, sidebars, hotboxes, links, menu bars, and so on.


E-Mail Assignments Are Like Mini Masterpieces

Clients will tell you to "just dash off an e-mail," as if you could write one as quickly as instant messaging a buddy. If they'd approve that kind of casual finished product, we'd all have an easy job of it. They probably wouldn't need copywriters in the first place.
In reality, you must approach an e-mail with the same creative intensity you'd apply to any other advertising medium. You must study other successful e-mail messages (take your cues from e-mail campaigns you see running repeatedly), read the trades for e-mail writing techniques, and, of course, test new ideas.
Now, to reveal my ulterior motive. My own copywriting business has expanded, and I'm looking for a few great e-mail copywriters to help out on a freelance basis. You need to know all the tricks of the e-mail trade, have experience in either B2B marketing or healthcare, and be extremely quick (think same- or next-day service), creative, and professional. If you think you fit the bill, e-mail me with a resume and a list of e-mail campaigns you've worked on. I'll then contact you to arrange to view samples of your produced e-mail promotions.

posted by Andrea Signori @ 25.1.06   1 comments

martedì, gennaio 24, 2006

I cambiamenti nelle politiche di Marketing

I marketer statunitensi stanno deviando gli investimenti dall'above-the-line al below-the-line.
Questo emerge da una ricerca commissionata da V12 Group, agenzia statunitense specializzata nell'offrire servizi di marketing.

Per il periodo che va dal 2003 al 2007, l'advertising above the line è stimato crescere del 5.5 % l'anno, contro il 7.8% del below the line.

Trainati dall'interactive marketing, inclusi search, email e online advertising, tutti i canali del below the line sono stimati avere un eccesso di crescita, rispetto le previsioni, del 6.9% annuo per il periodo compreso sino al 2007.

[link]

posted by Andrea Signori @ 24.1.06   0 comments

Super Bowl: una opportunità di advertising online

Gli advertisers statunitensi stanno iniziando ad investire milioni di dollari per le campagne via internet targetizzate verso i fans che in occasione del prossimo Super Bowl, in programma a Detroit il 5 febbraio 2006, saranno online cercando gli highlights dell'incontro.
L'evento assumerà ancora più importanza per il fatto che sarà l'edizione del 40° anniversario. Proprio per l'occassione si parla di un budget faraonico speso dalla Pepsi per essere il main sponsor dell'evento con la sua versione Light.

I rumors che annualmente provengono dagli USA in questo periodo sono soliti parlare del costo e delle stravaganze delle campagne pubblicitarie che, annualmente, coinvolgono il Super Bowl; si parla di circa 8 milioni di dollari per 5 secondi di pubblicità, il che, moltiplicato per le circa 2 ore della partita, "produce" un discreto fatturato.

Negli USA il Super Bowl è una sorta di messa mediatica; il paese si ferma, gli impiegati chiedono i permessi per essere a casa in tempo per vedere il match, le strade dalla East alla West Coast si svuotano. Nulla che sia paragonabile, neanche lontanamente, ad una partita dei nostri Campionati Mondiali di calcio.
Il Super Bowl è l'evento più democratico degli USA, è trasversale ad ogni fascia d'età ed a ogni classe sociale. E' nazionale-popolare nell'accezzione più positiva del termine. E' una rugiada che ammanta ogni problema. Il giusto collante annuale che reinsalda lo spirito di comunione di un'intera nazione.

Vedendolo dal punto di vista pubblicitario è "LA" vetrina per eccellenza del panorama sportivo statunitense. Se pensiamo che la scorsa edizione ha visto, tra gli inserzionisti pubblicitari anche un'azienda di pompe funebri capiamo l'importanza e la stravaganza che questo evento assume per gli advertisers.

Un ranking dei termini cercati su Google per la settimana conclusasi il 7 febbraio 2005 (la settimana del Super Bowl) dimostra che gli advertisers hanno acquistato e continuano a farlo per questa edizione, tutte le keyword correlate all'evento.

Per la cronaca: le due squadre che quest'anno si sfideranno per contendersi l'ambito trofeo sono i Seattle Seahawks ed i Pittsburgh Steelers

posted by Andrea Signori @ 24.1.06   0 comments

lunedì, gennaio 23, 2006

I vantaggi del Behavioral Targeting

Come si evince dai miei precedenti post, sono un fautore del costo-qualità come atteggiamento che i marketer dovrebbero iniziare ad avere verso le campagne pubblicitarie, in contrapposizione al costo-contatto.

E' di oggi un approfondimento riguardante il behavioral targeting riportato via eMarketer

Is Behavioral Targeting Better?

All marketers know that targeting is good. But now on the Web they must also decide what kind of targeting to use, behavioral or contextual?

According to a new "Eye Tracking" study, conducted by Next Century Media, and sponsored by Tacoda, a provider of behaviorally-targeted online advertising solutions, behavioral ads win hands down.
The study showed that behavioral targeting generated an average of 17% more ad looks than contextual targeting. Furthermore, after the first exposure, the advantage actually increased — "skyrocketed," to use the language of the release — to 54%.
That means that regardless of context, ads unrelated to a page's content generated interest even on repeat viewing, Tacoda CEO Dave Morgan told MediaPost. "Behavioral advertising does not seem to suffer the same banner burnout when you present these ads out of context."
In other words, the more you show a behavioral targeted ad, the more it gets noticed. That is not always, or even usually, the case with advertising.
Results like these would catch any marketer's eye. But as Advertising Age wrote, "While it's not surprising the study, conducted by Next Century Media, an interactive TV and online ad research firm, would come out in favor of its backer's main business, the results were nonetheless impressive in how strongly they favor behavior-targeted ads."
Quite impressive — and absolutely contradictory to long-held media practices, which hold that you put ads in editorial environments where they "fit." It has been a tenet of magazine advertising for decades.
When asked how behavioral targeting could generate more looks than contextual targeting Bill Harvey, Next Century Media CEO, replied, "It is probably a combination of more relevancy and less clutter."
He elaborated, "It could be that there are just too many ads for the same product category attacking the user's eye in contextual targeting, causing the user to avoid looking at any of them. Even though they are on that site researching a planned purchase, they might try to stay focused on the editorial content during that process, resisting the bombardment of similar ad messages. On the other hand, when in the market for a product, and finding an ad for that product in a completely unrelated site, the user might react to the surprise of that unexpected event by looking at the ad.
"We call these two hypotheses 'Clamor' and 'Surprise' respectively, and will be studying both of them more in future studies."
For another comparison, at the end of 2004
ad:tech and MarketingSherpa, partnered to survey online marketers and look at what worked for them. They found that behavioral targeting lost ground with marketers, dropping from third to fourth in the 'Great' performers list, and getting a 36% rating for strong performance, down from 41% in the 2004 survey. It's the first time that the tactic fell in the ratings.


So, is behavioral targeting better? Right now, there are only a few numbers, and a lot of speculation. Before answering that question, and toppling decades of best advertising practices, smart marketers would be well advised to wait for more research results before deciding.

posted by Andrea Signori @ 23.1.06   0 comments

Internet salverà Sanremo

Questa notizia la riporto per tutti quei detrattori che vedono Internet come un girone infernale dove ogni regola conosciuta tende a saltare.

"Telefonia mobile e Internet salveranno le vendite del Festival di Sanremo".
Lo dice Enzo Mazza, presidente di FIMI, l'organo che tutela e promuove le attività connesse all'industria discografica in generale.
"Negli ultimi anni - ha spiegato lo stesso dirigente - le vendite non hanno mai superato l'1% del fatturato discografico". Mazza e' a Cannes al Midemnet, la conferenza mondiale sulla musica digitale. "Se Sanremo dovesse tornare a vendere centinaia di migliaia di copie - ha aggiunto - sara' solo grazie all utilizzo intelligente delle nuove tecnologie".

E se lo dice l'organo che tutela la diffusione musicale...

[via Ansa]

posted by Andrea Signori @ 23.1.06   0 comments

domenica, gennaio 22, 2006

Marketing sportivo. Parte 1

Essendo italiani ed essendo domenica non possiamo esimerci dallo spettacolo del calcio.
Lo sport popolare per eccellenza con milioni di estimatori e migliaia di detrattori.
Per quanto mi riguarda, i tempi delle domeniche in curva sono finiti. Ho saltato la barricata e mi sono trasformato in quello che, ai tempi della curva, era il mio peggior nemico: il tifoso da poltrona.
La vita è fatta di tempi e di periodi, quindi se a 20 anni è giusto lasciarsi andare ad atteggiamenti anche estremi, alla soglia dei 30 emergono altre priorità mentre i gusti migliorano e si acquisisce uno sguardo più maturo verso le varie sfaccettature della vita.

Proprio queste considerazioni mi hanno portato a ragionare su alcune esternazioni di “addetti ai lavori” dell’ambiente calcistico; manager che affermano che il marketing sportivo in generale e quello calcistico in particolare si racchiudono, soltanto, nell’acquisto di giocatori importanti, che a loro volta sono la leva per vendere le rispettive maglie e che “aiutano” la singola società a negoziare, in maniera più fruttuosa, i contratti televisivi.

Ma è possibile che questo ambito sia così ristretto? Per conoscere un mercato bisogna studiarlo; così insegnano durante i master di marketing. E’ per questa ragione che vengono studiate le case history . Come fa un marketer ha sviluppare politiche, ad esempio per il calcio, se non è mai entrato in una curva e quindi senza conoscere le dinamiche che animano il tifo e la passione. E’ assurdo basare le politiche e le campagne di marketing sulla base di studi sociologici e psicologici (spesso psicologia delle masse) per il semplice fatto che sia i sociologi sia gli psicologi non vivono gli stadi per redigere i loro studi, ma si basano semplicemente su cliché pre-impostati appresi dai libri.

Ora, quindi, per sviluppare campagne di marketing sportivo bisogna iniziare ad affidarsi a professionisti e strumenti che siano “figli” di ogni singolo sport.
Per quanto riguarda il calcio, ad esempio, non bisogna più pensare che “comprando il campione” il tifoso acquista la maglia (quindi sviluppa merchandising) sottoscrive l’abbonamento (incassi allo botteghino) e quindi permette alla società di “rivendersi” questo patrimonio nel momento di contrattazione televisiva.

Il marketing sportivo deve essere solamente passion-related ; legato e correlato alla passione…

posted by Andrea Signori @ 22.1.06   0 comments

venerdì, gennaio 20, 2006

Blog-network scientifico per concentrare la pubblicità

E' di oggi la notizia del New York Times riguardo la creazione, nelle prossime settimane, da parte di Seed Media, una agenzia che edita riviste scientifiche, di un network di blog a sfondo scientifico e science-related.

Il sito del network, scienceblogs.com, sta al momento girando in beta e sarà disponibile, nella versione definitiva, nell'arco di poche settimane.
Inizialmente il network sarà composto di 15 blog accumunati dai seguenti argomenti: Adventures in Ethics and Science, Cognitive Daily, Living the Scientific Life and Stranger Fruit.

Uno dei blog, scienceg8 (leggi science gate) è correlato a Seed Media e fungerà come una sorta di moderatore, gli altri saranno assolutamente indipendenti.
Si pensa già di arrivare, nel giro di poche settimane, ad annoverare nel network più di 30 blog.

Da un punto di vista pubblicitario, Seed Media venderà gli spazi pubblicitari su scienceblogs.com; compito che già svolge per la sua rivista mensile, Seed, e per il rispettivo sito, seedmagazine.com.
L'idea di fondo non è vendere pubblicità ad aziende specializzate in prodotti o in componenstistica "troppo tecnica" ma ad aziende che producano "innovazioni" o soluzioni che diventino o siano correlate ad un uso comune per i consumatori; tipo cellphones, computers etc.

L'idea di creare una community di aziende specializzate in un particolare settore per coinvolgere un'utenza sempre più attenta ed interessata alle innovazioni in ogni ambito della vita "comune" è assolutamente interessante.

[link all'articolo]

posted by Andrea Signori @ 20.1.06   0 comments

giovedì, gennaio 19, 2006

Marketing "geo-politico"

E' noioso ripeterlo, ma Google domina, controlla e gestisce il web.
Implementa ed offre giornalmente servizi agli utenti per i più svariati fini.
Alcuni molto utili, altri meno.

Fino ad oggi la casa della grande "G" era considerata la fonte dove poter attingere idee e linee guida per studiare e sviluppare campagne pubblicitarie e di marketing, il luogo dove poter reperire idee in giro per la rete attraverso le quali sviluppare prodotti innovativi. Era più che altro un'azione passiva.

La notizia che ho letto via MediaBuyerPlanner suona però come innovazione; innovazione, intendo, nel modo di cosiderare Google.
Non più soltanto in modo passivo ma attivo, anzi pro-attivo.

Infatti la Target Corporation, un discount store statunitense facilmente riconoscibile dal logo tipo di un bersaglio (target appunto) ha realizzato una campagna advertising che ha come fine il dipingere il tetto delle rispettive sedi sparse per gli USA con il logo aziendale così da poter sfruttare il servizio di Google Maps.
Dagli screenshot riportati di seguito è possibile farsi un'idea della campagna e iniziare a considerare questo canale una nuova alternativa per i nostri clienti!

Magari lo proponiamo come guerrilla marketing!.


O’Hare International Airport



Queens, New York City - east of La Guardia Airport.

Everett, sobborgo di Boston, ad ovest del Logan International Airport.

posted by Andrea Signori @ 19.1.06   0 comments

mercoledì, gennaio 18, 2006

Microsoft presenta Autoroute 2006

Via Yahoo Notizie, riporto una notizia appena pubblicata secondo la quale Microsoft ha annunciato la disponibilita' di Microsoft AutoRoute 2006, l'ultima versione del software avanzato per la pianificazione degli itinerari di viaggio in Europa.

Per la prima volta, Microsoft AutoRoute offre indicazioni intuitive tramite messaggi vocali che guidano gli utenti una svolta dopo l'altra. Garantisce inoltre funzionalita' di pianificazione degli itinerari senza bisogno di aggiornamenti del software o dei componenti. Il nuovo pacchetto AutoRoute esce sul mercato dopo che una ricerca ha evidenziato che il 75 per cento dei guidatori non tiene una cartina stradale aggiornata in auto e il 93 per cento si e' perso in auto almeno una volta.

Lo studio, condotto su 1.300 guidatori, ha rilevato anche che al 59 per cento dei guidatori maschi e' capitato di finire a circa venti chilometri dalla destinazione mentre un quarto addirittura di quasi ottanta chilometri. La nuova versione amplia la copertura a livello europeo e comprende indicazioni su 5,3 milioni di chilometri di strade e autostrade percorribili in tutta Europa. Oltre ai chilometri di percorrenza, il software calcola automaticamente anche i costi del carburante per l'itinerario previsto. A differenza dei sistemi satellitari per auto, Microsoft AutoRoute 2006 offre mappe dettagliate e aggiornate di ventisette paesi europei senza necessità di dover acquistare i dati relativi di ogni nazione. Inoltre, Microsoft AutoRoute 2006 contiene funzionalita' gps avanzate.

Il prodotto e' disponibile a un prezzo di circa 64,90 euro

posted by Andrea Signori @ 18.1.06   0 comments

Online behavior parte 2

Come da mio precedente post su questo blog, è in forte crescita lo studio dei comportamenti degli utenti in merito alle campagne pubblicitarie.
E' superato il periodo in cui si privilegiava il costo-contatto; oggi si punta sul contatto-qualità per permettere l'affiliazione dell'utente con il brand.

E' di oggi la notizia che Tacoda, un'agenzia di behaviorally targeted online advertising solutions, ha diffuso una ricerca di eye-tracking focalizzata sul behavioral targeting contrapposto al contextual targeting in termini di user engagement con i brand pubblicitari.

Di seguito i risultati della ricerca: the primary finding: Behavioral targeting generated an average of 17 percent more "looks" at the ads than contextual targeting, and after the first exposure, that advantage increased to 54 percent. However, the total time ("seconds") spent on the ads was virtually identical: 1.35/1.36 seconds.
Each brand was shown four times to each test subject, both in a behavioral targeting context and in a contextual targeting context, therefore making it possible to "analyze frequency effects," according to the study, titled "The Advantage of Behavior Targeting Increases Dramatically with Frequency" and authored by Bill Harvey, CEO of Next Century Media.
Whereas for contextual advertising there tended to be "a pattern of declining looks from first to subsequent exposures," for behavioral targeting the pattern tended to be one of "ascending looks."
"The immediate implication for Internet advertising is that Contextual Targeting ought to be used at the beginning of a campaign, but that for subsequent frequency Behavioral Targeting should be used," according to the study.
Another implication of the findings is that "Internet publishers ought to give more thought to how to design pages and price solo sponsorships so as to reduce clamor/clutter effects."
The eye-tracking study was conducted in November-December 2005 in cooperation with Panasonic; its plasma TV screen ads were tested along with ads for a car company and a computer company.

posted by Andrea Signori @ 18.1.06   0 comments

Campagna advertising per Sagem: ultra slim mobile



Publicis Conseil, Paris for Sagem
Creative director: Olivier Altmann. Art director: Charles Guillemant. Copywriter: Patrice Lucet. Photographer: Jean-Yves Lemoigne.

[via adverblog]

posted by Andrea Signori @ 18.1.06   0 comments

martedì, gennaio 17, 2006

Skype censurato in Cina

Via BusinessWeek riporto l'ennesima intromissione legislativa da parte del governo cinese nella diffusione di Internet.

Secondo l'articolo, Skype avrebbe cercato la collaborazione di TOM Online, una leading mobile internet company di Pechino, per entrare nel mercato cinese. L'azienda ha accettato la partnership con Skype a patto che alcune determinate parole pronunciate via voce o apparse via video vengano filtrate.

In un primo tempo Skype avrebbe rifiutato la proposta, ma non avendo altra scelta ha accettato l'ultimatum: tra i termini oscurati dal gestore spiccano alcune voci importanti quali "Dalai Lama" o "Fanlu Gong" (una setta religiosa che il governo combatte duramente) ma la black list dei termini "impronunciabili" in Cina sarebbe molto lunga.
La censura avrà luogo con un bip o con un calo improvviso del volume.

Skype comunque non è solo; è proprio di questi giorni il "passaggio" sotto la capillare censura cinese di altre grandi multinazionali web come Yahoo, Google e Microsoft .

[link]

posted by Andrea Signori @ 17.1.06   0 comments

Campagna di Email marketing per WWF

E' prevista per domani, 18 gennaio 2006, il lancio da parte di WWF di una campagna di email marketing rivolta a più di 95.000 iscritti sparsi per il mondo.

La campagna, composta di due mail e realizzata dalla londinese WWAV , è finalizzata alla sensibilizzazione verso la grave situazione degli orsi polari costretti a vivere in un ecosistema che va scomparendo per via del surriscaldamento del pianeta e per reperire fondi per finanziare politiche di comunicazione che mettano in luce il rischio, per la fauna presente nei due Poli, causato dallo scioglimento dei ghiacci.

Il testo della prima mail è: "Warmer arctic temperatures are melting away the ice. If the polar bear's habitat disappears, what happens to them?"

La seconda mail mette invece in evidenza i problemi, di respiro generale, che il surriscaldamento del pianeta provoca a tutta l'area polare.

posted by Andrea Signori @ 17.1.06   0 comments

lunedì, gennaio 16, 2006

E-mail Marketing: vantaggi e problemi

Via eMarketer riporto un'altra ricerca che mira a definire gli obiettivi di comunicazione che permettono di ottenere i migliori risultati nelle campagne E-mail marketing in base ai comportamenti degli utenti.
Questa volta la ricerca traccia i contorni del gap esistente tra l'informazione che l'utente richiede dalla mail e ciò che invece ne viene tratto effettivamente.

Surprisingly, although 77% of consumers report wanting to receive offers from marketers — and you would think that is exactly what marketers would want to send — only 8% reported getting them.


"There is a gap between consumers' expectations and what companies push out," Katie Cole of Quris told DM News, in something of an understatement.
The good news is that the gap may be narrowing, at least in certain categories.
When asked what permission e-mail does best, 66% of the respondents said purchase, shipping and transaction confirmation, and that figure is up from 58% in 2004. An additional 48% said permission e-mail is best for providing electronic statements or other account information, and another 43% said is best for promoting special discounts and other limited-time offers.


Taken together, 51% of the respondents had no problem receiving e-mail marketing messages within those service categories.
As a result, the Quris report recommends combining service and marketing messages: "The key is to provide the valued service first and then target receptive consumers with relevant content or offers within those messages."
While many marketers are switching from direct mail to e-mail for more of their customer communications, it seems they are not transitioning quick enough for many consumers — who want e-mail to replace more of the direct mail pieces they currently receive from businesses.
In fact, 77% of the respondents said e-mail was the better medium for transaction confirmations, 60% said it was better for customer service inquiries and a bare majority said newsletters and electronic coupons should be sent by e-mail.


On the other hand, most consumers still want their magazines and newspapers delivered directly by good old snail mail.
The one thing businesses must do better is explain how e-mail addresses are collected. Spam has many consumers suspicious, and — rightly or wrongly — 53% of the respondents think the main source of spam is companies sharing their addresses without permission, and many others attribute spam to partnership marketing. That is no way to build a trusting relationship.


The truth is today more companies are getting their in-house e-mail addresses from search marketing campaigns. The percentage of e-mail addresses obtained that way is up to 43%. Companies obtain 26% of their consumer e-mail addresses in-store.

posted by Andrea Signori @ 16.1.06   0 comments

sabato, gennaio 14, 2006

Il Web declinato per Lui e per Lei

Le donne stanno raggiungendo gli uomini per l’uso di internet, ma usano il mezzo a modo loro.

Il
Pew Internet and American Life Project ha realizzato una ricerca a largo respiro per sondare i cambiamenti demografici e comportamentali degli utenti di Internet.
Dalla ricerca emerge che l’universo delle donne internaute ha raggiunto gli uomini in quanto a comportamenti in rete.

Agli uomini piace Internet per le esperienze che offre, mentre lo donne lo prediligono per le interazioni umane che il mezzo permette.
I tempi in cui la popolazione maschile rappresentava il 90% dei navigatori è pienamente superato; ad oggi, uomini e donni, si spartiscono quasi equamente la net cake.
Interessante notare che all’interno del panorama femminile, le donne di colore hanno triplicato il loro numero in rete.

La ricerca, svoltasi tra Gennaio e Giugno 2005, ha mostrato che il 67% della popolazione adulta statunitense va online nelle seguenti proporzioni: 68% uomini – 66% donne. Se però teniamo conto che all’interno della popolazione off line le donne sono in numero maggiore, riusciamo a capire il potenziale ancora “disponibile”.

Tra gli anziani, le donne, sono ancora isolate: infatti mentre il 34% degli uomini di 65 anni ed oltre usa internet, solo il 21% delle donne di quella fascia d’età naviga in rete.




Gli uomini superano le donne per l’intensità d’uso del mezzo; in poche parole, il coinvolgimento maschile è maggiore: In una possibile giornata tipica, c’è più possibilità che ci siano uomini connessi rispetto alle donne.


In aggiunta, in una giornata tipo, gli uomini tendono a connettersi più frequentemente rispetto alle donne – il 44% degli uomini vanno online più volte in un giorno rispetto al 39% delle donne.

Gli uomini, in proporzione, usano maggiormente le connessioni veloci rispetto alle donne.


I sessi si bilanciano nel conteggio delle connessioni da casa: 89% degli uomini e l’87% delle donne.


Quasi lo stesso risultato per le connessioni dal posto di lavoro: 65% gli uomini, 66% le donne.


Gli uomini sono i maggiori fruitori di informazioni online rispetto alle donne. Gli argomenti maggiormente ricercati sono:

News
Previsioni meteo
Risultati sportivi
Opinioni politiche
Aggiornamenti finanziari
Do-it-yourself information
Ricerche di lavoro
Software downloads
Music downloads

Le donne sorpassano gli uomini nell’utilizzo di Internet come canale di comunicazione “emozionale”.


Un maggior numero di donne, rispetto agli uomini, invia e riceve email e lo fa in modo maggiore e più coinvolgente. Infatti, le donne usano in modo maggiore, rispetto agli uomini, le mail per scrivere a parenti ed amici.
In conclusione le donne apprezzano le email per la possibilità che questo mezzo da al mantenimento delle relazioni affettive.

[via eMarketer]

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venerdì, gennaio 13, 2006

Campagna pubblicitaria contro l'apartheid

Per commemorare la morte di Martin Luther King, in occasione del MLK day, l'agenzia DDB di Seattle, ha realizzato RememberSegregation.org, un sito nato con l'idea di poter sperimentare cosa volesse dire vivere lo stato di segregazione razziale.
A tal fine, una volta giunti sul sito, ci si trova davanti una schermata con due link: uno per i bianchi e uno per i coloreds.

La curiosità di cliccare il link coloreds, ci porta a "scontrarci" con un testo che recita così "...for your protection and for the sake of decency, please remain within your side of this web page. If you should happen to move into an area designated for persons of the white race, your safety cannot be guaranteed."

La navigazione nel sito risulta coinvolgente sia per l'ottima qualità delle foto, sia per le sezioni che lo compongono: la bio di Martin Luther King, una photogallery ed una targa dei diritti di 50 anni fà. Inoltre c'è la possibilità di ascoltare i discorsi storici di MLK come il famoso "I have a dream".

La promozione e la pianificazione advertising del sito ha compreso i maggiori quotidiani della East Coast in aggiunta ad una mail inviata a tutti gli uffici governativi ed ai direttori e preidi scolastici.

[via clickz]

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giovedì, gennaio 12, 2006

Vendite Online: + 29%

Secondo una ricerca di comScore le vendite online hanno passato la soglia dei 3 billioni di dollari per la settimana compresa fino al 18 dicembre 2005, con un aumento del 29%, rispetto allo stesso periodo dell'anno 2004.
La settimana precedente quella citata, le vendite online totalizzarono 3.07 billioni di dollari superando, per la prima volta, la precedente soglia dei 3 billioni di dollari.
Riguardo la vendita di prodotti concernenti il settore viaggi, l'incremento è stato del 25% arrivando a toccare la quota di 1.06 billioni di dollari, rispetto agli 851 milioni di dollari del corrispondente periodo dello scorso anno.

posted by Andrea Signori @ 12.1.06   0 comments

mercoledì, gennaio 11, 2006

Online Behavior

Da più parti si legge che i marketer ed i pubblicitari devono decidere le campagne di promozione non più in base al costo-contatto ma al contatto-qualità; questo perchè il costo contatto quantifica l'utente singolo che compie un'azione ma non contempla l'affiliazione dello stesso verso il prodotto.
Oggi alle aziende interessa sapere di poter contare su di un numero quasi stabile di utenti/fruitori per considerare gli stessi il fondamento del proprio market field.
Le vecchie politiche di marketing rivolte al semplice hic et nunc, qui ed ora, in base al lancio di un determinato prodotto vengono soppiantate in favore di politiche di brand awarness che consentano un'affiliazione prodotto/utente che perduri nel tempo.
Noto è l'esempio di RedBull che legandosi a manifestazioni ed eventi concernenti gli sport estremi o i contest più particolari sparsi per il mondo ha creato un core target di consumatori che, vivendo la vita nello stile RedBull, possono considerarsi RedBull addicted.
La marca, in questo caso, ha creato uno stile di vita e non il contrario.
Sulla scia di queste considerazioni, il maggiore portale statunitense dedicato agli ispanici Unvision Online ha commissionato a Revenue Science uno studio per analizzare le capacità comportamentali del proprio target.
In questo modo i pubblicitari di Univision potranno targettizzare gli utenti in base a diversi "segmenti di comportamento".
Grazie a questo studio, assicurano da Univision, le campagne pubblicitarie potranno essere maggiormente mirate verso un target altamente profilato.
Per Revenue Science questo accordo rappresenta una grande vittoria sotto più punti di vista: primo fra tutti il fatto che Univision rappresenta una realtà con 196 milioni di utenti unici nel solo 2005, inoltre è la prima volta che si compie una targettizzazione dei comportamenti degli utenti di un sito di lingua diversa dall'inglese.

posted by Andrea Signori @ 11.1.06   0 comments

AOL espande la Video Search Capability con Truveo

AOL ha annunciato ieri che sta definendo l'acquisizione di Truveo programma in startup di video search.
Questo nuovo programma offre la tecnologia per una semplificata ricerca di video online.
Termini dell'accordo sembrano essere nell'ordine dei 50 milioni di dollari.
L'acquisizione di Truveo rinforza maggiormente il colosso americano anche alla luce dei recenti accordi da parte dello stesso con Google e permette di attrarre visitatori sui siti ad-supported di AOL.

posted by Andrea Signori @ 11.1.06   0 comments

Banner interattivo per Marktplaats


Marktplaats, una società olandese di eBay, ha sviluppato ed ora in fase di test un sistema interattivo per i comuni banner pubblicitari.
Il moderno sistema "click-and-get-called" si basa in questo modo: quando si clicca sul banner si apre una finestra pop-up dove inserire il proprio numero di telefono.
Fatto ciò si attende solamente che la società richiami.
[via adverblog]

posted by Andrea Signori @ 11.1.06   0 comments

Game Advertising-only agency

E' di oggi la notizia secondo la quale la Engage In-game Adevertising è la prima agenzia specializzata nella sola game advertising.
Si caratterizza come "prima in-game media company indipendente" che offre "strategic planning and placement services targeted specifically for videogame advertising.
La prima campagna pianificata è per la catena di fast food Subway.
Secondo il business development vice president, David Smith, essendo un mezzo pubblicitario relativamente nuovo, le società sono poco consapevoli dell'oculatezza e della flessibilità creativa che la videogame advertising può avere se riferita ad un core target esclusivamente di uomini tra i 18 ed i 34 anni.
Quando sviluppata e proposta correttamente, i videogamers sono piacevolmente soddisfatti dalla sensazione di realismo dei giochi favorendo una brand awareness maggiore rispetto agli altri mezzi.
Lo stesso Smith puntualizza che la fascia di uomini tra i 18 ed i 34 anni ha diminuito la fruizione di TV del 12% nel 2004 mentre ha incrementato del 20% il tempo trascorso a giocare con i videogames.

posted by Andrea Signori @ 11.1.06   0 comments

martedì, gennaio 10, 2006

Search engine marketing in Nord America

Le agenzie pubblicitarie degli Stati Uniti e del Canada hanno speso 5.75 billioni di dollari per il search engine marketing (SEM) nel solo 2005 - con un incremento del 44% rispetto al 2004.
Questo è quanto emerge dalla ricerca "The State of Search Engine Marketing 2005" effettuata dal SEMPO - Search Engine Marketing Professional Organization.
Dalla stessa ricerca emerge che la spesa per il SEM nel solo Nord America raggiungerà la cifra di 11 billioni di dollari nel 2011.
Interessante notare che l'83% della spesa per il SEM nel 2005 è stata investita per il posizionamento (paid placement).
Come era prevedibile, Google e Yahoo dominano il paid search market, con il primo "scelto" dal 95% delle aziende ed il secondo dal 60%.
Vi consiglio di leggere l'articolo.

posted by Andrea Signori @ 10.1.06   0 comments

lunedì, gennaio 09, 2006

Outdoor Advertising di Big Babol


Questo è il Billboard vincitore del Grand Award al recente New York Festivals.
Il cliente è la Perfetti, il prodotto è Big Babol, la società di Ad è McCann Erickson

posted by Andrea Signori @ 9.1.06   0 comments

Yahoo Go: mobile, TV e pc senza l'utilizzo di un Browser

Nel fine settimana, Terry Semel Chief Executive di Yahoo, ha annunciato il lancio dell'iniziativa Yahoo Go la nuova iniziativa del colosso americano di poter consultare i propri servizi come l'email, l' instant messenger, la ricerca di informazioni e foto direttamente dal cellulare, dalla web-tv, e dai pc senza l'uso di un browser.
Yahoo Go Mobile, disponibile da oggi, sarà "caricato" sul cellulare Nokia Series 60 e fruibile dai clienti statunitensi di Cingular e At&T.
Yahoo Go TV sarà disponibile da Aprile 2006 ed offrirà servizi di intrattenimento; la fruizione avverrà scaricando una applicazione sul PC collegato alla TV. Il servizio sarà gratuito ma sarà supportato dalla pubblicità.
Yahoo Go Desktop consisterà, invece in un bouquet di servizi disponibili sul PC senza bisogno di un browser

posted by Andrea Signori @ 9.1.06   0 comments

giovedì, gennaio 05, 2006

Campagna di marketing multimediale per Lexus

Lexus, il luxury brand di Toyota, ha pianificato una campagna advertising indirizzata al mercato degli afro-americani che ha come leve principali di supporto i podcasts ed un blod 'n buy.
La campagna durerà 4 settimane e riguarderà il modello IS Sport Sedan; per tale scopo è stato creato un sito internet, lexusfusion.com, attrverso il quale i visitatori possono iscriversi ed ascoltare musica di chiara derivazione black: hip-hop/jazz fusion.
Attraverso il blog, invece si può creare la fidelizzazione dell'utente/cliente che ha la sensazione di interagire direttamente con la casa madre.

posted by Andrea Signori @ 5.1.06   1 comments

Nuova politica di marketing per Ford


"Change or die". In questo modo ha esordito Mark Fields Presidente di Ford Motor's North and South American operations il giorno della sua nomina.
"The clock is ticking". Queste le parole dette il 4 Gennaio 2006 al Greater Los Angeles Auto Show.
Fields per Ford è l'uomo della svolta. Infatti la più europea delle auto americane sta vivendo sul suolo americano una paurosa caduta di vendite e di appeal; lo scorso dicembre ha segnato un declino del 9% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Il mercato interno (americano) è sceso al 15.6%, quasi cinque punti percentuali rispetto al 2001.
In borsa poi le cose non vanno meglio: il titolo il 4 gennaio 2006 ha chiuso a $8.01, quasi il cinquanta percento meno da quando Bill Ford nel 2001 ha preso le redini della società.
Il 23 gennaio prossimo, Fields esporrà un dettagliato piano di crescita chiamato "The way forward" che includerà il blocco di alcuni progetti ritenuti obsoleti e la dismissione della produzione di alcuni modelli.
Un ulteriore sforzo sarà destinato ad una strategia di rivitalizzazione dei main brand di Ford, Lincoln e Mercury e una nuova enfasi sullo sviluppo di nuovi prodotti.
Fields è, infatti, per Ford il primo executive, nella storia moderna, che ha portato "a true marketing mindset to the top of the company".
Lo sforzo maggiore del marketing Ford è al momento concentrato nel rivitalizzare il lineup dei prodotti; ora il marketing e il product design office devono lavorare in sintonia.
Negli ultimi anni si era notato uno scollamento tra i due reparti, tanto che i brand value notoriamente riconosciuti a Ford, American and innovative, non dimostrano lo stesso appeal da parte del pubblico americano.
Tale situazione si è palesata sul mercato; se il restyling della Ford's F-Series pickup e della Mustang, lanciati rispettivamente nel 2004 e nel 2005, hanno avuto un gran successo di vendite, lo stesso non si può dire per il Ford Five Hundred sedan e la Freestyle crossover SUV/wagon.
I nuovi core brand values secondo Fields non devono essere "pro American" ma devono catturare gli "American values, culture, and optimism".
Ford è al 9% di brand value secondo gli ultimi sondaggi, Fields ha espresso la sua intenzione di poter cambiere questo trend adottando politiche simili a quelle di Motorola and Apple , che hanno, con successo, ricostrutito il loro ranking.

posted by Andrea Signori @ 5.1.06   0 comments