venerdì, marzo 31, 2006

Ambush Marketing

ambush marketingNegli ultimi giorni mi stavo informando in merito alla sponsorizzazione di evento e mi sono imbattuto più volte, leggendo i contratti, nella clausola chiamata "Ambush Marketing".

Tutti siamo a conoscenza che durante un evento, piccolo o grande che sia, per tutelare gli sponsor paganti è vietata la presenza di brand che anche indirettamente possano trarre vantaggio in termini di visibilità. Per me come penso per molti era sottinteso. Per i grandi eventi sappiamo esserci un'area, uno spazio dentro il quale è possibile avere solo i loghi degli sponsor paganti. Ultimo esempio a riguardo ci è stato fornito durante le recenti Olimpiadi Invernali di Torino 2006 dove agli esercizi commerciali che nelle vicinanze degli stadi ospitanti le manifestazioni sportivi esponevano loghi non legati all'evento sono stati costretti ad oscurarli.

Sperando di fare un servizio di informazione utile riporto una serie di definizioni di ambush marketing prese su internet:

"Da qualche parte del mondo, dove la competizione è vita ed energia si parla di “Ambush Marketing” (“marketing da imboscata” o “parassitario”); avviene quando qualcuno sfrutta l’evento di altri per promuoversi. Se vuoi fare “ambush” ti devi mettere un cappellino con la marca di una bevanda energetica e poi passi per il green di un club di golf durante un colpo di Tiger Woods. Se sei fortunato e hai qualche media “consenziente” gli hai fregato un sacco di soldi e ti se fatto vedere in cinque continenti."

"In occasione di ogni grande evento sponsorizzato si registrano, infatti, episodi di ambush marketing (marketing da imboscata, appunto). Gli sponsor spendono decine di milioni di euro per legare il proprio nome all’evento olimpico e concorrenti spregiudicati utilizzano gli stratagemmi più singolari per sfruttare la visibilità dell’evento, associandovi indirettamente il proprio marchio con una spesa minore.

[...] È una problematica di vasto respiro, che comprende un’attenzione maniacale nella scrittura di ogni contratto per evitare, per esempio, che fornitori non ufficiali sfruttino indebitamente il loro ruolo del tutto marginale nell’evento. Ma si impone anche uno sforzo logistico per fare in modo che i luoghi nei quali si disputano le gare e, nei limiti del possibile, i percorsi di accesso, non siano inquinati da marchi concorrenti. Le trasmissioni televisive vengono organizzate in modo che non siano visibili eventuali cartelloni pubblicitari esterni ai campi o alle piste.

[...] È già trapelato qualche problema di commistione di marchi, anche se non si può ancora parlare di ambush marketing, per quanto riguarda i mondiali di calcio di quest’anno in Germania. Si è dovuto risolvere il problema del divieto di pubblicità della birra americana Bud, sponsor dell’evento, in Germania, perché creerebbe confusione con un marchio locale, la birra Bit, e si sta pensando a come gestire il concessionario Bmw di fronte allo stadio di Monaco, quando l’evento è sponsorizzato da Hyundai.

Per approfondire vi metto anche il link ad un caso concreto in occasione dei prossimi mondiali di calcio in Germania ed uno stralcio della carta olimpica sull'utilizzo dei brand durante le Olimpiadi Invernali di Torino 2006 presentata agli sponsor e riportata sul sito del Toroc.

posted by Andrea Signori @ 31.3.06   1 comments

Hauraki war

hauraki coffè marketing campaignPer chi conosce la Nuova Zelanda come terra selvaggia ai confini del mondo che balza agli onori della cronaca saltuariamente solo grazie alle regate veliche che si svolgono nel tempestoso Golfo di Hauraki , bhè ricredetevi.

E' arrivato il marketing! Come oramai accade sempre più spesso, il marketing e la pubblicità sono diventati gli ambasciatori di diverse culture e realtà che altrimenti, con la classica informazione, non avrebbero una ribalta internazionale.

Creare un campagna marketing o pubblicitaria, che grazie ad internet ed ai blog in particolare, possa propagandarsi across the world è oramai una realtà. Ecco che un gruppo di studenti con pochi dollari spillati al negozio sotto casa possono realizzare una campagna che diventa, in pochi passaggi su vari blog, internazionale.

Grazie ai blog si sono abbattute le barriere che per più di un secolo hanno impedito alla low budget idea di divenire worldwide. Fino alla nascita di internet solo le major pubblicitarie potevano, grazie ai grandi budjet gestiti, dare visibilità alle proprie creazioni. Ora, una piccola catena di caffè neozelandese può non solo far parlare di sè in tutto il mondo ma può far piss-off un gigante del settore ristoro come Starbucks.

Infatti sta girando in questi giorni la campagna di ambient marketing ideata da Draft New Zealand per conto di un piccolo Cafè di Aukland: l'idea è stata di posizionare, nella città, dei cesti per la raccolta dell'immondizia a forma di tazza di caffè, comprensivi di stecco per lo zucchero, branded con i colori aziendali.

La potenza di tutto ciò che sono stati posizionati, come si vede in foto, anche di fronte ai Cafè di Starbucks, mostrando uno sticker che recita "Coffee taste like crap?" (Il caffè ha un sapore di m***a?). a questo punto dei solerti ed aziendalisti impiegati hanno provveduto a rimuovere gli stickers dalla "tazza-pattumiera".

La morale di tutto questo: Starbucks investe in pubblicità milioni di dollari, questo Cafè "autoctono" poche migliaia di dollari con il risultato che "all'uomo della strada" rimarrà impressa nella mente l'idea originale di questo Davide a differenza del gesto goffo di Golia di cancallarlo "oscurandolo".

Il prossimo caffè quindi dove andrai a berlo?

posted by Andrea Signori @ 31.3.06   0 comments

La nuova politica di Mcdonald's

McDonald's campaignMcdonald's è un baco che prova a diventare farfalla. Vuole spogliarsi di quella veste che l'ha contraddistinto negli ultimi 15 anni di fast food di soli hamburger e patatine, di dubbia qualità , con un target al 90% composto di adolescenti.

Già a Febbraio, la casa madre statunitense, ha inaugurato un proprio blog incentrato sulla nuova politica aziendale: la corporate social responability. Nello stesso mese ho segnalato come, per contrastare le lamentele di molte associazioni di consumatori americani riguardanti l'eccessivo apporto calorico dei prodotti della grande "M" causa, secondo queste associazioni, dell'obesità di molti statunitensi, è stato presentato il nuovo packaging riportante i nutrition facts.

Ora però serviva un'iniziativa che mostrasse che i valori di McDonald's sono positivi e attenti alla salute dei propri clienti; ecco quindi che una filiale canadese, approfittando del fatto che McDonald's è main sponsor di un contest di snowboard ha trasformato il proprio tetto in una sorta di pista per i funamboli di questa disciplina.

E' ovvia però la volontà di legarsi ad uno sport caratterizzato da una forte fisicità; manifestazione che si lega alla nuova politica di "valori positivi" sopra descritta.
La mia idea è che 15 anni di associazione con cibi "calorici" con riflessi negativi sulla salute è difficile da dimenticare in 6 mesi; forse tra 15 anni...

posted by Andrea Signori @ 31.3.06   0 comments

WWF advertising. Parte 3

Continuo, sia per ragioni morali che per ragioni estetiche, la pubblicazione delle creatività realizzate da Ogilvy & Mather per il WWF.

Per i curiosi di seguito i post relativi alle ultime campagne del WWF: 1, 2

WWF advertising
WWF advertising

posted by Andrea Signori @ 31.3.06   0 comments

giovedì, marzo 30, 2006

Ambient guerrilla per Childcare India

Childcare India ha sviluppato una campagna di ambient guerrilla marketing al fine di sensibilizzare l'opinione pubblica sul grave problema che affligge il Paese in merito ai bambini costretti ad elemosinare.

L'headline della campagna, veicolata attraverso degli stickers posti sulle porte degli esercizi commerciali indiani, recita: "Push him out of begging. Not out of your way."

Indian begging

Questi esempio mi fanno rendere conto quanto piede e quanta potenza stanno acquisendo le campagne di guerrilla marketing, in quanto riescono ad essere dirette, incisive e di lunga persistenza nell'utente.

posted by Andrea Signori @ 30.3.06   0 comments

mercoledì, marzo 29, 2006

Save the planet

save the planetE' il grido che stanno lanciando molti Sindaci e Presidenti regionali verso gli uomini di marketing.

Come da mio precedente post, infatti, leggo da più parti che iniziano a moltilicarsi le operazioni di marketing territoriale; quelle strategie messe in pratica al fine di caratterizzare, in base alle peculiarità presenti, una qualsivoglia località mondiale.

Sono superati gli stereotipi classici del caratterizzare, ad esempio, le località balneari con "key phrase" del tipo sole, mare, spiaggia oppure le località di montagna per la neve, il silenzio, la tranquillità.
Ora sono (siamo) arrivati i marketer, abili a tirar fuori la vera anima di un territorio rendendola visibile e vivibile agli "autoctoni" ed agli avventori.
Ogni singola caratteristica peculiare diverrà una leva attraverso la quale sviluppare strategie.

Ed ecco allora che proprio oggi leggo che presso il Comune di Rimini è stato istituito l'Ufficio Rimini Brand con "...il compito di attrarre e gestire investimenti in comunicazione nel capoluogo romagnolo proponendosi come unico riferimento per quanti vogliono intraprendere iniziative di comunicazione in città. [...] proponiamo un approccio sistematico delle promo-sponsorizzazioni, cercando di costruire un’offerta con forte contenuto anche di servizio e garantendo alle aziende un interlocutore unico come l’Ufficio Rimini Brand".

Oppure noto che la meravigliosa isola di Lampedusa sta lanciando lampedusando.it "...un portale non soltanto con servizi di prenotazione alberghiera, oppure informazioni e immagini tutte legate naturalmente a Lampedusa, ma prima di tutto un modo diverso per viverla, potendo contare su servizi esclusivi e su tutta una serie di facilitazioni studiate, e costantemente aggiornate. [...] Il progetto di Lampedusando presto verrà ampliato, fino a toccare altre isole."

Messaggio per i Sindaci italiani: lo contattiamo un esperto di marketing per il Vostro comune oppure no?

posted by Andrea Signori @ 29.3.06   0 comments

In case of emergency

La sede Domenicana della McCann-Erickson ha sviluppato questa campagna per EREC-F un rimedio sviluppato dalla Laboratorios LAM - Perù. La risposta Indio al Viagra.

EREC-f campaign
Il claim recita: "La tua migliore erezione." A ben vedere...

posted by Andrea Signori @ 29.3.06   0 comments

Animal farm

La Duval Guillame ha sviluppato l'ennesima idea originale; per la GAIA (Global Action in the Interest of Animals) ha realizzato una campagna pubblicitaria per puntare il dito contro le brutalità inferte alle oche nella produzione del foie gras.


foie gras campaign
foie gras campaign


posted by Andrea Signori @ 29.3.06   0 comments

martedì, marzo 28, 2006

Marketing news in ordine sparso

eMarketer logoSiete dei giovani in cerca di nuova occupazione nel mondo del marketing? Siete dei vecchi marketers che non smettono di emozionarsi per una campagna ben riuscita? Siete degli aitanti professionisti con quella tracotanza e quella spocchia tipica di chi dice: "si, io mi occupo di marketing"? Bene questo è il nostro anno!

Infatti secondo una ricerca pubblicata oggi su eMarketer che recita:"Wanted Marketing Professionals! There is some good news for job-seeking marketers" quest'anno ci saranno molte assunzioni in quanto sembra che le aziende si siano accorte che un uomo di marketing in azienda ...serva sempre! Leggetela che è interessante.

Sempre eMarketer, in un'altra ricerca, afferma che le donne europee trascorreranno, entro il 2007, più tempo degli uomini online. Quote rosa?

posted by Andrea Signori @ 28.3.06   0 comments

I Baby boomers secondo la Deloitte

babyboomers.itPer chi si stesse chiedendo chi sono i baby boomers, consiglio un'approfondita consultazione del sito italiano dedicato a questa generazione. (ecco una parte ora la sapete!)

E' di questi giorni una ricerca pubblicata (pdf) dalla Deloitte effettuata su un campione di oltre 1000 consumatori di età compresa tra i 45 e i 74 anni.

Come recita testualmente la ricerca:"quando la prima ondata dei Baby boomers arriverà a girare la boa dei sessant’anni, il settore del reatail si troverà a che fare con una crescente porzione di consumatori dotati di redditi medio-alti che per contro troveranno solo poche società lungimiranti in grado di rispondere alle loro particolari esigenze di consumatori."

Del resto, se si pensa che già oggi oltre mezzo miliardo di persone nel mondo ha più di 60 anni e che si prevede tale numero quadruplicarsi entro il 2050, ci si può facilmente rendere conto dell’interessante mercato che si sta creando sotto gli occhi dei retailer e delle aziende operanti nel largo consumo.“Ogni settore sarà influenzato da questo inevitabile e importante cambiamento demografico” afferma Dario Rigetti, Partner Deloitte e Responsabile Italiano per il Consumer Business, “non saranno solo i retailer a scoprire le grandi sfide e le enormi opportunità offerte da questo nuovo segmento di consumatori: il fenomeno infatti riguarderà anche molte altre società che operano in settori come l’immobiliare, l’alimentare, l’healthcare, il turismo, i servizi finanziari, le tecnologie, il lusso”.

La ricerca della Deloitte ha individuato 4 fattori chiave che influenzano il target in esame e che ne spiegano le necessità e i bisogni:

- cambiamenti biologici
- cambiamenti sociali
- cambiamenti economici
- cambiamenti psicologici

I consumatori più maturi conseguentemente alla diminuzione della mobilità, della vista e dell’udito che deriva dal passare degli anni, necessitano per esempio di confezioni di facile apertura, di etichette con caratteri più grandi e leggibili e di una adeguata collocazione dei prodotti sugli scaffali.

Rispetto al passato si registrano forti cambiamenti nello stile di vita delle persone di una certa età: per esempio, tra chi ha nipotini e chi vive da solo o al massimo in coppia, i consumi cambiano radicalmente, avendo questi ultimi la possibilità economica di esplorare nuovi stili di vita. Un numero consistente di consumatori, soprattutto tra le fasce più mature, continua a lavorare anche dopo la pensione, con ovvi miglioramenti della situazione economica e della capacità di spesa.Rispetto al passato è cambiato in modo sostanziale l’approccio alla tecnologia da parte dei consumatori “over 60: la maggioranza degli intervistati sostiene di possedere in media 6 apparecchi hi-tech, quali iPod, macchina fotografica digitale e navigatore satellitare. Deloitte baby boomers

Inoltre ben l’86 per cento del campione intervistato ha acquistato beni e servizi on line negli ultimi tre mesi, un tipo di shopping che oltre il 30 per cento del campione dice di preferire rispetto ai modi tradizionali (negozi, supermarket, ecc.). Per quanto riguarda Internet poi, la ricerca evidenzia come i siti web preferiti dai navigatori più maturi sono quelli più immediati e di facile utilizzo.“Questi fattori chiave aiutano sicuramente ad inquadrare le linee guida per comprendere meglio le esigenze dei consumatori più “maturi” e innovare di conseguenza i prodotti e i servizi offerti” sottolinea Rigetti “peraltro non bisogna dimenticare che quella che è una categoria piuttosto vasta e ricca non è altresì uniforme".

Infatti tra un consumatore di 45 anni e uno di 74 anni esistono evidenti differenze nelle esigenze di consumo, ma anche tra pari età bisogna considerare differenze di reddito, di stile di vita e di Paese di appartenenza.

posted by Andrea Signori @ 28.3.06   0 comments

lunedì, marzo 27, 2006

Blind Super hero

Un centro oftalmico ecuadoregno ha scoperto il motivo della fine dei super eroi!


superhero advertising
Realizzato dalla Koenig & Partners


posted by Andrea Signori @ 27.3.06   1 comments

Nike invasion

Guerrilla advertising per Nike che ha invaso le strade del Messico con delle macchine "camuffate" con un pallone gigante seguito passo passo da due "auto-scarpe" altrettanto giganti.

Altro esempio tangibile di guerrilla marketing messo agli atti!

Agenzia: JWT Mexico

posted by Andrea Signori @ 27.3.06   0 comments

Adidas e lo street marketing

Adidas ha recentemente lanciato in Germania una campagna di street marketing in collaborazione con Adicolor.

Il progetto si è svolto in 3 passi:

1) Sono stati apposti dei poster a livello stradale quasi completamente bianchi, a parte il logo Adidas nella parte alta del foglio. Come un clichè che si ripete in ogni metropoli, il foglio "vergine" è stato "attaccato" dai writers. Proprio quello che voleva Adidas.

Adidas street marketing
2) Lasciare esprimere i writers.

Adidas street marketing

3) Coprire, dopo pochi giorni, i vecchi poster con dei nuovi che raffigurassero il prodotto e che lasciassero trasparire, in alcuni punti specifici, i graffiti. Ecco il risultato.

Adidas street marketing
Adidas street marketing

posted by Andrea Signori @ 27.3.06   1 comments

Fashion Revival

Le Coq Sportif noto marchio sportivo di nicchia legato per molti anni al tennista franco-camerunense Yannick Noah ha sviluppato una campagna pubblicitaria che ha come core idea gli anni '70; periodo al quale l'azienda francese si ispira per le proprie collezioni.

le coq sportif ad
le coq sportif adle coq sportif ad

posted by Andrea Signori @ 27.3.06   1 comments

Baby boom!

La Virgin Express, compagnia aerea nata dall'inventiva di Richard Branson ha fatto propria la tendenza dei marketer di creare brand loyalty sin dall'infanzia.

Chi ben comincia...

Virgin Express ad

posted by Andrea Signori @ 27.3.06   0 comments

venerdì, marzo 24, 2006

Habemus situm

L'ho trovato!!!!

In merito all'articolo da me pubblicato ieri riguardante Relentless, il nuovo energy drink di Coca Cola, bhè proprio oggi ho trovato online il sito; eccolo!!!

Enjoy it.

posted by Andrea Signori @ 24.3.06   0 comments

giovedì, marzo 23, 2006

Relentless: l'energy drink di Coca Cola

coca-cola relentless energy drinkCi sono delle notizie che sconvolgono lo status quo. Questa è una di quelle. La Coca Cola ha lanciato Relentless un energy drink che mira a fagocitare il mercato delle bibite energetiche.

Dalle uniche informazione trapelate il prodotto ha uno scopo soltanto: battere il predominio di Red Bull negli USA.

La casa austriaca del toro rosso ha deciso che il 2006 sarebbe dovuto essere l'anno per la definitiva consacrazione del prodotto negli USA e così ha fatto, comprandosi la squadra di calcio dei Metrostars e invadendo la Grande Mela con milioni di lattine e centinaia di cartelloni pubblicitari.

La Coca Cola non poteva permettersi di perdere il predominio del settore beverage in casa propria ed ha lanciato Relentless. Per il momento non esiste ancora un sito internet e la bevanda è stata "fatta girare" negli ambienti underground e urban degli skaters, delle comunità hip pop cittadine e degli snowboarders. In Europa è arrivata, per il momento, solo in Inghilterra.

La lattina si presenta con una dimensione doppia rispetto quella di Red Bull e con una razione maggiorata di caffeina; l'unica cosa in comune tra i due prodotti è il target: "slightly younger demographic, with a penchant for late nights and caffeine-fuelled binges."
La bevanda in sè sarà di un colore simile al verde ma con il sapore simile al suo concorrente austriaco.

Il pay off?:Give and you shall receive. No half measures.

Coca Cola ha anche recentemente lanciato sul suolo americano Coca Cola Black la prima cola al gusto di caffè.

Considerazioni personali: la novità sarebbe stata puntare su un nuovo target o inventarne uno nuovo; scegliere lo stesso core target di Red Bull sarà l'errore maggiore. Red Bull ha inventato un mercato e soprattutto uno stile di vita difficili da contrastare, tutto il resto è il più classico dei cercare di "cavalcare l'onda".

posted by Andrea Signori @ 23.3.06   0 comments

Chi troppo zooma....

La campagna pubblicitaria per la nuova fotocamera Canon Power Zoom

canon power zoom
canon power zoom

canon power zoom

TITLE: Zoom
CLIENT: Canon
ART DIRECTOR:Sarabjit Singh
CREATIVE DIRECTOR:Nitin Suri
AGENCY:Dentsu Marcom

posted by Andrea Signori @ 23.3.06   0 comments

mercoledì, marzo 22, 2006

Godfather guerrilla

Il titolo di questo post, lungi dall'essere un'imprecazione sta a rappresentare invece la politica scelta per il lancio di un videogioco.

Infatti, per supportare la campagna di lancio del videogame Godfather321, la Electronic Arts ha piazzato delle arance, agrume tipico siciliano e quindi in "ricordo" della Famiglia capeggiata da Marlon Brando, con sulla buccia lo sticker "Godfather321.com." sui secchi dell'immondizia della città di San Francisco.

Guerrilla works!

posted by Andrea Signori @ 22.3.06   1 comments

Pubblicità che...spacca

Taekwondo advertising
Taekwondo advertising
Taekwondo advertising J H Kim Taekwondo Institute

Agenzia DDB Worldwide Pte Limited / Singapore

posted by Andrea Signori @ 22.3.06   0 comments

martedì, marzo 21, 2006

Wwf advertising

Il Wwf sta avviando una intensa campagna pubblicitaria mondiale per la sensibilizzazione verso il rischio di estinzione di molte specie animali.

Di seguito la campagna per la salvaguardia delle tigri.

wwf advertising

posted by Andrea Signori @ 21.3.06   0 comments

Ai ragazzi piace il web

i ragazzi ed il webVia Pubblicità Italia riporto un'interessante ricerca che ha come focus i giovani e la tacnologia; un target ben predisposto verso le innovazioni digitali e che inizia ad essere discretamente alfabetizzato riguardo al web.

Dalla ricerca di Mtv Lab, condotta da OneTOne Research, sui giovani e la tecnologia emerge che i giovani fra i 15 e i 34 anni usano sempre più spesso la televisione in contemporanea con altri strumenti: dal telefonino (87%) al pc e internet (55%).

Il web è fra i canali che, insieme al podcasting, mostra i risultati più interessanti. Più della metà degli intervistati usa sistemi di instant messaging, frequenta forum e scarica abitualmente contenuti da internet. Il 26% dei giovanissimi sotto i 19 anni ha costruito un suo blog personale e il 13% un sito.

“Negli ultimi anni il mondo dei giovani è cambiato. – afferma Federico Capeci, general manager di OneTOne Research -. La disponibilità di strumenti digitali si riflette oggi nei diversi approcci che i giovani mostrano nei confronti della tecnologia stessa. Se, infatti, la porzione di giovani estranei e preoccupati dal digitale (late adopters) è oggi una minoranza (8%, principalmente donne), si fanno sempre più numerose le molteplici facce che l’uso della tecnologia può assumere”. OneTOne Research, parte del gruppo FullSix, mette a disposizione dei suoi clienti il panel proprietario ShopMon, che conta già più di 10.000 panelisti.

posted by Andrea Signori @ 21.3.06   0 comments

lunedì, marzo 20, 2006

Guerrilla killed marketing stars

adidas guerrillaSono del 1977 quindi non ho potuto vivere direttamente, ma purtroppo soltanto in modo vicario, i "moti" di cambiamento sociale del 1968.
Fortunatamente però sto vivendo e ne sono anche parte attiva della rivoluzione che sta avvenendo nel marketing; la sostituzione dei vetusti e stucchevoli codici delle politiche di marketing tradizionale con quelli più innovativi, intriganti, accattivanti e coinvolgenti della guerrilla e del viral.

Ultimo esempio in ordine di tempo è quello proposto da Adidas nelle strade di New York. Una serie di gabbie di plexiglass con all'interno donne che vestite adidas, si allenano, fanno yoga, si rilassano.

Un altro esempio di colonizzazione di spazi urbani con iniziative argute e brillanti. E per chi non fosse d'accordo ricordo quei mostruosi 6x3 piazzati di fronte P.zza di Spagna o P.zza S.Pietro.
Se gli spazi urbani devono essere occupati dalle multinazionali preferisco che il processo avvenga in modo particolare e per brevi periodi, che invasivamente e per lunghi periodi.

In guerrilla we trust.

posted by Andrea Signori @ 20.3.06   0 comments

Weekly pixel

fitness center adv Le due facce della "panza"


3FM street guerrilla Street guerrilla per 3FM Radio

Lost guerrilla

Guerrilla campaign per il lancio della seconda stagione della serie "Lost" in Brasile. Idea sopraffina...

posted by Andrea Signori @ 20.3.06   0 comments

domenica, marzo 19, 2006

Street marketing per Rolling Stone

Rolling Stone guerrillaIl reparto marketing del mensile ha deciso di attivare, a partire dal numero in uscita il prossimo 22 marzo, una nuova forma di presidio sui punti vendita, diversa e più innovativa rispetto ai consueti manifesti e/o locandine, che comunque continueranno a essere utilizzati.

Sarà realizzato un progetto di street e guerrilla marketing. Per lo sviluppo dell'operazione "Rolling Stone" si è ispirato al modello di comunicazione editoriale americano. In sostanza si tratta dell'applicazione di sticker (10x6cm) e di Electrical Sheet (vetrofanie di 15x10cm) su parabrezza, lunotti posteriori, vetrine, ecc., senza rovinarne la superficie, che andranno a occupare l'area immediatamente circostante a svariate centinaia di edicole appositamente selezionate su Milano, Roma, Torino e Bologna.

L'iniziativa ha tre obiettivi precisi: incrementare la brand awarness del marchio, creare una visibilità differente, distintiva e divertente rispetto alle altre testate e incrementare il sell-out.

L'operazione è realizzata in collaborazione con il centro media delle Edizioni Quadratum, Mediaedge:cia. A supporto del numero del mensile è prevista anche una campagna pianificata su Radio DeeJay e su Play Radio: 8 spot al giorno da 15" per una settimana. La creatività è di ICS Comunicazione.

[via Pubblicità Italia]

posted by Andrea Signori @ 19.3.06   0 comments

venerdì, marzo 17, 2006

Pubblicità interattiva?

Chevy contestCapisco che l'attenzione dei pubblicitari deve iniziare a volgere lo sguardo sul costo-qualità rispetto al costo-contatto, però mi permetto di consigliare di farlo con moderazione.
Alla Chevy mi sa che non la pensano come me...
In fondo lo sappiamo che per gli americani la moderazione è soltanto la sorella del "moderatore" e non un modo di vedere il mondo.

Arrivo al punto. La Chevrolet ha indetto un contest, Create A Tahoe Commercial, per promuovere il lancio del modello Chevy Tahoe 2007.
La strategia alla base è del tipo crea-la-tua-pubblicità; consumer-generated advertising contest, per dirla come i pubblicitari d'oltreoceano.

Il visitatore può, scegliendo tra numerosi visual offerti, creare una sorta di montaggio delle scene. Oltre al visual si può sottoporre, scrivendolo in un' apposita text box, anche un claim ed un soundtrack a coronamento della campagna. Creare quindi una campagna pubblicitaria.

Il finale è con il botto: "...pensa puoi rivedere il tuo video". Il "bello" di tutto ciò è che questa "promozione" è rivolta a tutti gli utenti indiscrinatamente e non agli addetti ai lavori, per esempio.

Ok che pianificare una pubblicità costa, la consulenza di un pubblicitario anche (mi adeguo alle tariffe comuni non è colpa mia...), ma una cosa del genere non so cosa possa portare.
Sicuramente fa parlare, come me in questo caso, ma siamo sicuri che serva a creare brand awareness?

posted by Andrea Signori @ 17.3.06   0 comments

Venerdì pesce? No. E-mail marketing

email open ratesDirect marketing news.

Per tutti coloro i quali lavorano nell'ambito del direct marketing, in particolare nell'e-mail marketing oppure per i semplici appassionati del genere, consiglio la lettura di un articolo apparso un paio di giorni fa su Internet Retailer.

Fridays lead in e-mail open rates, ExactTarget study reports

Conventional wisdom among e-mail marketers is that people don’t read their e-mails on Friday. Au contraire, says a new report from ExactTarget, Fridays experience the highest open rates for e-mail messages.

The average open rates for e-mail messages sent on Friday was 39.6%, a tad higher than No. 2 Thursday, with 39%. Friday held the spot as the day with the highest open rate for 14 months in a test that included 230,000 e-mail campaigns and 2.7 billion messages from 4,000 marketing organizations.

"ExactTarget`s 2004 study asserted that there is no such thing as a universal best day to send e-mail, and we still hold this view,” said Morgan Stewart, director of strategic services at ExactTarget and author of the study. “The results of our 2005 study show that organizations still must conduct their own tests to determine which day of the week works best for them, but all organizations should consider Friday and Sunday as viable challengers.”

Open rates by day of the week were:

Sunday, 33.5%
Monday, 37.9%
Tuesday, 38.4%
Wednesday, 38.4%
Thursday, 39%
Friday, 39.6%
Saturday, 31.5%

Fridays may have led on open rates, but Sundays had the highest click-through rate at 6.9%.
Click-through rates by day of the week were:

Sunday, 6.9%
Monday, 6.4%
Tuesday, 6.3%
Wednesday, 6.1%
Thursday, 6.4%
Friday, 6.5%
Saturday, 6.1%


Alla luce di quanto letto, ed essendo oggi venerdì, dico che conviene andare a spedire qualche mail...

posted by Andrea Signori @ 17.3.06   0 comments

giovedì, marzo 16, 2006

Dillo con i Love marks...

love markQuando un'idea piace e gira sulla rete diventa facilmente "riproducibile". E' il caso dei love marks, quel neanche-tanto-nuovo modo di diffondere un brand attraverso una sorta di sovrapposizione di tecniche di viral e di guerrilla.

Dei prezzolati ragazzi/e volenterosi "sub appaltano" una parte visibile del loro corpo per veicolare, di solito attraverso un tatuaggio all'hennè, un brand per un breve periodo di tempo.

Ultimi esempi al riguardo: Kevin's Kustom Tattoos e Dodge.

Il primo è uno studio di tatuaggi neozelandese che: "...we designed a stamp of the logo in a way that mimics a desirable Celtic tattoo with a phone number for the nearest branch. We then passed it over to the area’s trendiest nightclub where a stamp is compulsory for entry. Before the end of the evening the target market were not only aware of where to go, but they were branded - literally."

Il secondo è la casa automobilistica yankee che ha realizzato, per il lancio del suo brand in Europa, una campagna di guerrilla marketing utilizzando un video viral e la "cultura" dei love marks.

Vedere per credere dodge campaign

posted by Andrea Signori @ 16.3.06   0 comments

Dalla corsa con i sacchi a quella con i tacchi

glamour stiletto runSarà l'aria che si respira ad Amsterdam (!?!), sarà la vicinanza con il mare, o non so cosa, comunque sia il territorio dei Paesi Bassi, da un punto di vista di novità comunicative, è un'ottima fucina di idee.

L' ultima in ordine di tempo è stata presentata la scorsa settimana dalla filiale olandese della rivista Glamour, ed è passata alla storia con il nome di Glamour Stiletto Run.
Una competizione riservata alle sole donne, 150 per l'esattezza, che si sono sfidate in una corsa attorno al ditretto commerciale della capitale Fiamminga; unica regola avere ai piedi solo scarpe con tacco 7.
La competizione non era fine a se stessa ma aveva come premio finale per la vincitrice un assegno di € 10.000 da spendere in shopping nello stesso distretto.

Da sottolineare che le "candidature" arrivate alla redazione di Glamour sono state più di 4.000, quindi non deve sembrare strano che 150 fashion victims si sono cimentate in questa, quantomeno bizzarra, manifestazione.

La "fortunata" e slogata vincitrice è stata una ventenne "autoctona": Nancy Karels

Glamour Stiletto Run è stata un'originale operazione di marketing per promuovere e supportare la campagna di lancio del magazine Glamour in Olanda, presente sul territorio fiammingo soltanto da Settembre 2005.

posted by Andrea Signori @ 16.3.06   0 comments

Advertising = day care for your brain

Un pò di miscellanea.

business card Come uno studio dentistico americano concepisce i propri biglietti da visita

veet peeling billboard

Un peeling gigantesco

Nike guerrilla

Forse Roberto Carlos ha sbagliato mira?

posted by Andrea Signori @ 16.3.06   0 comments

mercoledì, marzo 15, 2006

Il Washington Post taglia l'off line

washington postE' di ieri la notizia secondo la quale il Washington Post, uno dei due più autorevoli quotidiani a stelle e strisce, ed uno dei più autorevoli al mondo, ha deciso di tagliare dal 2006, 80 giornalisti facenti parte della propria redazione. Il motivo di questa politica di riduzione del personale, secondo Boisfeuillet Jones Jr., the paper's publisher, risisede nel fatto che:"...during the past year newspaper revenues have flattened while expenses - particularly newsprint - have continued to rise."

Il Post vuole focalizzarsi maggiormente su contenuti e notizie provenienti da "canali alternativi", come i siti web ed i blog.

Ora, che uno dei maggiori quotidiani del mondo sia costretto, visto lo shift di pubblicità verso i new media a scapito degli old, a tagliare giornalisti per gestire una redazione più snella che si occupi solo di reperire notizie sulla rete è particolare, ma più particolare mi sembra il fatto che, alla luce di quanto detto, i canali alternativi non siano poi così alternativi, ma anzi diventano principali.

posted by Andrea Signori @ 15.3.06   0 comments

martedì, marzo 14, 2006

AAA cercasi marketer per ammodernare città

marketing territorialeForse ci arriveremo a questo tipo di annuncio.
Per quanto mi riguarda ho già dato. Di cosa parlo: di marketing territoriale.

Si perchè subito dopo il master ho avuto modo di fare la prima conoscenza con l'applicazione delle politiche di marketing realizzando un piano di riqualificazione per il Comune di Praia a Mare (CS). Devo ammettere che forse è stata la più bella consulenza, fino ad oggi, realizzata: quattro ragazzi, budget, ricerche e piani di espansione alla mano, che stavano spremendo e filtrando gli aspetti più caratteristici del paese al fine di tirare fuori quel plus che rendesse la località calabra unica.

Questa è ovviamente l'estrema sintesi (anche perchè non è stato, come direbbero gli amercani, like a walk in the backyard) comunque il fatto che le amministrazioni locali abbiano scoperto il marketing è sotto gli occhi di tutti; non parlo dei semplici eventi o manifestazioni che in ogni stagione imperversano all across Italy, ma dell'immagine "coordinata" che le varie realtà istituzionali iniziano ad adottare.

Una serie di politiche di marketing vere e proprie che devono favorire il vivere del cittadino e del "forestiero" in sintonia con l'ambiente circostante. Non solo promozione quindi, comunque ben testimoniata ed in grande spolvero al BIT, ma iniziative che permettono di caratterizzare una località da un'altra così come si fa per i diversi prodotti di largo consumo. Esempio: se assaggio la marmellata di una nota marca confetturiera e di un suo concorrente sono in grado di percepirne la differenza, lo stesso accade e continuerà ad accadere per le città, i comuni e le regioni.

Ogni realtà dovrà avere un suo "sapore", una sua caratteristica che è sì innata in quello specifico territorio ma che verrà proposta con quel plus che solo il marketing sa dare.

Chiudo citando il Dott. Agostino Porretto, dirigente del dipartimento regionale siciliano al turismo, il quale, intervenuto a "Sicilia 2005: una vendemmia memorabile", afferma: "Le nuove strategie di marketing si basano proprio sulla promozione del territorio legata a caratteristiche peculiari...il vino è un simbolo della Sicilia che si presta benissimo alla valorizzazione dell'Isola, perché è simbolo dei suoi paesaggi, dei suoi profumi e della sua cultura e la domanda di turismo enogastronomico cresce sempre di più."

In questa frase è racchiusa l'essenza del marketing territoriale.

posted by Andrea Signori @ 14.3.06   0 comments

Un pò di guerrilla

Fiat guerrilla
Fiat Brasil sui velivoli della compagnia Varig


The Soprano's guerrilla

Il lancio della stagione 2005 dei Soprano's

posted by Andrea Signori @ 14.3.06   0 comments