mercoledì, marzo 08, 2006

Marketing "tettonico"

Plastic AssestsMi scuso, prima di tutto, con la mia audience femminile. Devo ammettere che il titolo non è il massimo della finezza, però se continuate a leggere questo post capirete...

C'è questa carta di credito, Plastic Assets la cui traduzione in italiano dovrebbe già far trasparire qualcosa riguardo "al materiale" utilizzato.

Mi rendo conto che sono ancora troppo criptico.

Arrivo al dunque: questa Plastic Asset credit card permette, alle donne che la utilizzano come qualsiasi carta di credito convenzionale, di accumulare dei punti per ogni dollaro speso. Il nome della campagna di raccolta punti? FeelGood Points. Lo capirete subito il perchè.

Fin qui "nulla di nuovo sul fronte Occidentale" direbbe un illustre predecessore.

La vera madre di tutte le politiche di marketing si palesa quando viene svelato il fine della raccolta: arrivata ad un certo limite la donna in questione proprietaria della carta, riconverte i punti in una operazione di chirurgia plastica! Si può scegliere tra la più nota mastoplastica additiva (nota anche come ipertrofia mammaria o in italiano corrente "tettone"), l'ingrandimento delle labbra, la rinoplastica e tutto ciò che concerne la chirurgia estetica.

Lontano dal trarre conclusioni personali, del tipo pro o contro la chirurgia, sono convinto che una politica di marketing di questo livello, così ben strutturata, con un target compreso in una forbice d'età ampissima sia veramente la madre di tutte le marketing campaign.
Da una semplice idea, cavalcando la moda dell'importanza principale, aihmè, riposta sull'aspetto fisico, germe portato dalla moderna società civile e rielaborando la più antica delle politiche di affiliazione del cliente (la raccolta punti) si è aperto un nuovo merket field.

Se poi pensiamo che il claim della campagnia è Plastic Assets - Invest in your breasts...bhè più diretti di così!

posted by Andrea Signori @ 8.3.06   2 comments

2 Comments:

At 4:29 PM, Anonymous kasumi said...

Marketing tettonico si, ma "fake site"!
Caro Andrea, tutto ciò che dici è assolutamente vero, ma volevo sottolineare che il fine ultimo dell'iniziativa è un altro: raggiungere la vetta della classifica del concorso Contagious Festival (http://cf.huffingtonpost.com/).
Si tratta dunque di un sito finto che prende in giro la società moderna.
L'idea, comunque, resta geniale e promettente...

 
At 7:54 PM, Blogger Andrea Signori said...

Mentre traducevo l'articolo avevo notato il sito fake e il fine ultimo della competizione per il concorso, però l'idea era talmente semplice ma rivoluzionaria che ho tralasciato le velleità competitive della campagna privilegiando l'idea di base.

 

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